Bruce Kennedy
Direttore esecutivo
Per oltre 25 anni, Bruce Kennedy ha lavorato come costruttore di clavicembali, creando 150 strumenti che copre un’ampia gamma di stili nazionali e storici. Strumenti provenienti dal suo laboratorio compaiono in oltre 150 registrazioni discografiche, incluse quelle di Gustav Leonhardt, Bob van Asperen, Pierre Hantai, Skip Sempe, William Christie, Kenneth Weiss, Christophe Rousset, Andreas Staier e molti altri. Gli strumenti della bottega sono in possesso di oltre 30 istituzioni e orchestre in tutto il mondo inclusa la Juilliard School, il Conservatorio di Amsterdam, la Schola Cantorum Baseliensis, l’Händel House Museum, le Hochschule di Dresden, Hannover, Trossingen e Vienna, la Scuola di Musica di Tokyo, la Guildhall School e molte altre.
La spinta che portò Bruce Kennedy a creare il suo primo clavicembalo, nacque dal desiderio di avere uno strumento per il proprio uso, adatto a eseguire la musica di Bach. Ispirato e reso esperto dalla ricerca e dallo studio che gli fu richiesto per questo primo clavicembalo, presto si rese conto di avere trovato la propria professione e così iniziò uno studio indipendente alla Lang Music Library dello Swarthmore College in Pennsylvania, affiancato da un’ulteriore ricerca nelle principali collezioni pubbliche di strumenti musicali europee e statunitensi. Dopo cinque anni di studio, e imparando le tecniche necessarie, nel 1980 si trasferì in Europa. Il laboratorio per 10 anni si trovava a Chateau d’Oex in Svizzera, luogo in cui gli strumenti di Bruce Kennedy si facevano gradualmente conoscere per la loro qualità e per il nuovo uso del legno del XVII e XVIII secolo della tavola armonica. In seguito si trasferì ad Amsterdam, un importante centro di attività per l’esecuzione storica musicale. Nel 2002 è ritornato in campagna. La bottega si può trovare ora nel minuscolo paese di Castelmuzio, in Toscana vicino a Siena.
Nel corso degli anni, attraverso il suo lavoro, Bruce Kennedy ha avuto l’opportunità di sviluppare una fitta rete di contatti all’interno della comunità musicale, inclusi molti clavicembalisti e altri musicisti, studiosi, direttori d’orchestra e altri costruttori di strumenti. Nello sviluppo della Piccola Accademia di Montisi, egli ha fatto confluire questi contatti personali, oltre alla profonda conoscenza della storia e dello sviluppo dello strumento, come anche il desiderio di rendere accessibile la qualità e la competenza agli studenti, ai professionisti e alla comunità musicale nel suo complesso. |