Clavicembalo italiano
Era lo strumento più diffuso in gran parte d’Europa per l’improvvisazione di basso continuo e, in generale, per l’accompagnamento: compositori d’opera del calibro di Monteverdi, Vivaldi e Alessandro Scarlatti apprezzavano grandemente l’immediatezza e le qualità di questi strumenti, di struttura leggera ma capaci di generare un suono potente. Ugualmente significativa anche la tradizione lunga e gloriosa dell’uso di questi strumenti nelle esibizioni da solisti di alcuni dei più virtuosi musicisti del XVII e XVIII secolo, quali Girolamo Frescobaldi, Bernando Pasquini e, ovviamente, Domenico Scarlatti.

Grazie al generoso contributo di Raymond e Nina Benders di San Giovanni d’Asso, la Piccola Accademia ha appena ricevuto in prestito permanente un clavicembalo de Zentis originale del 1658, costruito a Roma quasi sicuramente per la regina Cristina di Svezia. Questo strumento, che faceva parte della collezione di strumenti del Metropolitan Museum of Art di New York, sarà restaurato per poter essere nuovamente suonato e sarà reso disponibile per tutti gli studenti della Piccola Accademia di Montisi e per incisioni musicali.
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